27 settembre 2022 - Ore 17:00

Il Governo non cade, ma cade. Al voto già il 25 settembre

Mentre Draghi sale al Colle per dimettersi, l'italia scende negli inferi dell'incertezza e della fragilità

Nessuno pensava che accadesse. Tutti immaginavano che sarebbe accaduto.

Tutti, prima di oggi, avrebbero scommesso sulla vittoria di Draghi. Tutti, prima di oggi, avrebbero puntato sulla sua sconfitta.

Tutti dicevano che non sarebbe stata una questione di numeri. Tutti dicevano che la questione era che non c'erano i numeri per governare.

E potremmo continuare per pagine e pagine, perché massima è stata l'incertezza e la misera fragilità di tutte -ma veramente tutte- le forze politiche italiane.

Passarle in rassegna, esaminando i tanti errori commessi da ognuna di loro, sarebbe tempo perso e muoverebbe molti lettori, deboli di stomaco, a rigetti quanto meno sconci. E poi, per dirla tutta, non ne varrebbe neanche la pena, soprattutto perché da stasera non c'è più tempo da perdere.

Adesso bisogna pensare al dopo Draghi. Adesso tutto passa nelle mani di Mattarella. Dicono che voteremo il 25 di settembre. Dicono che lo farà di controvoglia, con lo sguardo basso. Dicono che tutto questo ambaradan sia scoppiato solo perché la politica (quella con la p minuscola), abbia deciso di prendere in mano la situazione per stabilire -come meglio le pare- la distribuzione delle provvidenze derivanti dal PNRR.

Il resto sono solo chiacchiere. "Segui i soldi", diceva qualcuno, "Segui i soldi"!"


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