29 settembre 2022 - Ore 04:15

Processo Scazzi, Appello: i legali di Sabrina contro il padre

Il sostituto pg chiede sospensione termini custodia cautelare per imputate

Il sostituto procuratore generale Antonella Montanaro che sostiene l'accusa al processo in Corte di Appello a Taranto per l'omicidio di Sarah Scazzi, in corso nel capoluogo jonico, ha chiesto la sospensione dei termini di custodia cautelare per le due imputate Sabrina Misseri e Cosima Serrano. La motivazione è quella "della particolare complessità del processo" e anche sulla base della richiesta di rinnovazione dibattimentale avanzata proprio dalle difese. Si sono opposti i legali delle due imputate. Tra i motivi di appello dei legali degli otto imputati al processo di secondo grado per l'omicidio di Sarah Scazzi letti dalla presidente della Corte di Assise di Appello, Rosa Patrizia Sinisi (a latere Susanna De Felice), c'è anche la richiesta della parziale rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale con un nuovo esame di Michele Misseri. L'agricoltore di Avetrana (Taranto), dopo essersi inizialmente accusato del delitto facendo ritrovare i resti di Sarah, chiamò in correità la figlia Sabrina, accusandola del delitto, per poi nuovamente addossarsi tutta la responsabilità del delitto e della soppressione del cadavere a partire dalla fine del 2010. Nei confronti di Michele Misseri, per questi motivi, è stato aperto dalla Procura di Taranto un procedimento per il reato di autocalunnia.
Nei motivi di appello la difesa di Sabrina chiede inoltre la inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dall'imputata nel settembre 2010, quando era ancora persona informata sui fatti; e ancora si impugnano una serie di ordinanze emesse dalla Corte di Assise di Taranto e si chiede l'acquisizione di una conversazione intercorsa tra Michele Misseri e la figlia e le dichiarazioni rese dall'agricoltore in una intervista televisiva.
"La difesa ha sempre sostenuto che il movente dell'omicidio di Sarah Scazzi e' stato sessuale". Ha puntualizzato l'avvocato Franco Coppi, difensore di Sabrina Misseri. In particolare ha rinnovato la richiesta di acquisizione agli atti di una intervista televisiva dello scorso marzo in cui Michele Misseri, ribadendo di essere l'unico responsabile del delitto, spiega che il giorno del delitto per spostare la nipote di peso, che in quel momento le stava dando fastidio nel garage di via Deledda, le avrebbe toccato i seni e che la ragazzina, forse in virtù di probabili precedenti approcci da parte dello zio avrebbe avuto un atteggiamento "di ribellione e di ripulsa", reagendo sferrandogli un calcio nei testicoli.
A quel punto, come lui sostenuto, non ci avrebbe visto più e l'avrebbe strangolata. Inoltre Coppi ha ribadito che l'arma del delitto e' stata, a parere della difesa, una corda e non una cintura, come sosteneva l'accusa.
Coppi ha chiesto che le sentenze della Cassazione "vengano acquisite e dichiarate utilizzabili nella loro interezza". La corte di Assise ha acquisito, invece, nella sua interezza l'altra sentenza della Cassazione, quella non favorevole a Sabrina.
Gli imputati condannati in primo grado sono otto. Sabrina Misseri, cugina di Sarah, e sua madre, Cosima Serrano, già condannate all'ergastolo quali autrici materiali del delitto. E poi Michele Misseri (guarda il video del suo arrivo in tribunale), oggi sessantenne, padre di Sabrina e marito di Cosima, che dopo aver chiamato in correità la figlia si è di nuovo accusato del delitto ma senza convincere i giudici, tanto da essere condannato ad otto anni di reclusione per soppressione di cadavere in concorso, oltre che con moglie e figlia, con il fratello Carmine (condannato a sei anni) e il nipote Cosimo Cosma (stessa condanna, ma l'uomo è morto il 7 aprile scorso). Gli altri imputati, tutti condannati per favoreggiamento personale, sono l'ex legale di Sabrina Misseri, Vito Russo jr (due anni), Giuseppe Nigro (un anno e quattro mesi), Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano (un anno ciascuno).

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