2 ottobre 2022 - Ore 15:06

My name is Italy: l’educazione all’impresa passa attraverso le porte della competenza

Un progetto che coinvolge il settore dell'agroalimtare

Anche nell’ultima relazione di Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia, nel suo intervento al Festival dell'Economia di Trento, si parla di quanto la piccola e media impresa italiana – e specialmente al sud – sia distante dai nuovi modelli dell’impresa contemporanea. Un’ impresa che non lascia niente al caso e che costruisce un’attenta strategia tra l’analisi di mercato, la strategia e la comunicazione. Invece, molto spesso tutto questo è quanto di più distante dalla piccola e media impresa made in Italy che continua forzosamente ad andare in direzione opposta e contraria.
Un po’ perché si crede ancora che tutto ciò che sia un servizio immateriale non abbia valore, un po’ perché non si è ancora radicata la consapevolezza che avere un’azienda o un’attività commerciale non voglia dire sempre che questa cammini, funzioni e faccia del fatturato funzionale alla crescita. Insomma, mancano gli strumenti di comprensione, mancano le competenze specifiche. Ed io me ne rendo conto ogni giorno, mentre parlo con la gente che arriva nel mio ufficio.
Per questo motivo dalla mia scrivania è nato un progetto visionario, ma si sa che talvolta i visionari hanno ragione.
“My name is Italy†è un progetto che coinvolge il settore che è il fulcro del DNA dell’Italia: il settore agroalimentare con l’intento di tessere una relazione partecipata delle aziende con le competenze di mercato. Si siedono intorno al tavolo di My name is italy agronomi, esperti tecnici, esperti di marketing e di comunicazione. Si entra all’interno delle aziende e si offre una pianificazione di sviluppo senza costi di ricarico che, sarebbero evidentemente insostenibili per certe realtà. Contemporaneamente si offre la possibilità di costruire la rete della condivisione progettuale attraverso il supporto che il progetto ha da parte delle associazioni e dai consorzi nazionali, con gli obiettivi dell’internazionalizzazione del made in italy.
My name is italy ha al suo interno anche uno step che prevede un format lovemark che nasce con l’obiettivo di raccontare in una maniera comprensibile e vicina all’utente finale i brand, le aziende, la filiera e la rintracciabilità e tutto questo con una narratrice di eccezione, Ilaria Moscato volto storico della Rai. A questo si collegherà un portale ed una conversazione costante con i mercati esteri.
Tutto nasce dalla necessità di essere parte attiva dei processi di sostenibilità all’Italia ed in primo luogo alla Puglia, dopo aver ascoltato centinaia di storie di difficoltà e di inerzia. Molte sono le richieste di estendere il progetto ad altri settori e ci stiamo lavorando. Il turismo e l’artigianato in primis.
Chiunque voglia saperne di più può inoltrare una mail a info@coloreunico.it o visitare la pagina fb www.facebook.com/mynameisitaly2015 per mettersi in contatto con noi.
Aspettiamo le testimonianze, le aziende, le storie di chi ha voglia di crescere e di essere parte attiva di questo meccanismo di recupero.
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