”La pasta – racconta la figlia Marina, amministratore delegato dello stabilimento Granoro – è stata per lui un’avventura iniziata da bambino”. Un’epoca in cui i pastifici erano attività artigianali, dove la pasta veniva essiccata sventolando a mano grandi ventagli. Sotto la guida di Attilio Mastromauro la fabbrica è cresciuta e da pochi capannoni costruiti nella campagna coratina, i prodotti Granoro si sono fatti spazio nei piccoli negozi di paese, nei grandi ipermercati e infine sul mercato internazionale. Oggi la pasta pugliese Granoro è presente in 122 paesi, sulle tavole del Canada, del Sud America, dell’Australia, fino alla Cina e al Giappone e vanta, tra dipendenti e indotto, circa 250 lavoratori.
”Pensatore inventivo e senza limiti” si definisce Attilio Mastromauro. ”In ogni pacco di pasta – dice la figlia Marina – ci sono i colori dei campi di grano e del sole di Puglia”. Il riconoscimento che oggi gli conferisce l’Ateneo barese ”è un segno di gratitudine per una vita di impegno e per l’autentica passione che ha caratterizzato la sua vita. – dice il rettore Antonio Uricchio – Passione per la sua terra e i suoi prodotti e grande capacità di veicolare nel mondo le nostre eccellenze”.
Ai giovani Attilio Mastromauro consiglia di ”pensare e avere passione in quello che si fa, mai credere di aver raggiunto la perfezione perché oggi si può fare meglio di ieri e domani meglio di oggi”. E proprio ai giovani baresi la Granoro dedica oggi quattro borse di studio per gli anni accademici 2014 e 2015 da destinare a studenti delle facoltà di Economia e Commercio e Giurisprudenza.
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