5 Febbraio 2023 - Ore
Esperienze di vita

Cara Merkel ti scrivo

Una riflessione della nostra lettrice Francesca Romana Pisciotta

Cara Signora Merkel ti scrivo.
Lei ha detto quello che ci si aspettava dicesse, perché non si può dire tutto, perché i panni sporchi non bisogna farli sapere a nessuno, vero? Cara signora Merkel , qui a bari, nel sud dell’europa c’è un detto: “Cit Cit in menz alla chiaz che senò la gente cosa deve andare a penzare?”
Ma lo sa che la Germania invece è piena, stracolma di extracomunitari, sa perchè?
Alla fine della guerra la Germania era demograficamente alle pezze. In guerra, infatti, erano stati mandati a morire anche i bambini.
Non c’erano più uomini, non solo per lavorare ma soprattutto per procreare e quindi creare nuove generazioni di manodopera tedesca.
Furono aperte le porte per far entrare chiunque avesse voluto offrire la sua manodopera. Vennero anche instituite delle leggi (modificate col tempo) che tutelavano chiunque entrava in Germania e concepiva un figlio in territorio tedesco. Mamma e figlio venivano automaticamente naturalizzati tedeschi e la moneta continuava a girare.
lo storico Luca Zuccolo, in un suo testo scrive:
“Nel periodo dal 1961 al 1975 la società, il governo e gli industriali tedeschi sono convinti di poter controllare l’afflusso degli immigrati senza problemi, in quanto giustificano il reclutamento delle nuove risorse di manodopera come una stringente necessità economico-industriale e sociale. La cifra di questa teoria è la convinzione che l’immigrazione sia solo un fattore temporaneo e congiunturale. Per questo motivo, gli organi dirigenti della Rft considerano l’immigrato, semplicemente, come uno strumento efficace per implementare il mercato del lavoro tedesco, per aumentare i profitti e il Pil e per garantire una stabilità sociale alla popolazione tedesca evitando la fine precoce del boom economico. Nondimeno, questa visione, che rende l’immigrato una sorta di oggetto usa e getta. ”
Devo ammettere che oggi in Italia sfruttiamo i lavoratori immigrati per cose che non ci abbasseremmo mai a fare e nello stesso tempo li incolpiamo di toglierci il lavoro.
Un’altro caso eclatante che la lei, cara Merkel, non cita sono i matrimoni a pagamento.
I pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese sposano una giovane donna extracomunitaria. Ovviamente il matrimonio non viene consumato per superati limiti di età.
Questa paga all’uomo un tot al mese. Dovranno rimanere sposati per almeno 2 anni prima che lei venga automaticamente naturalizzata tedesca. A quel punto per avere il divorzio ci vogliono poche settimane. Questo è valido anche a sessi inversi.
Passeggiando per le vie di qualsiasi paesino tedesco ad ogni angolo, accanto ai venditori di pretzel ed alle birrerie ci sono gioiellerie che pongono in bella mostra fedi di ogni tipo, forma e colore. Matrimoni e divorzi avvengono nel giro di poco.
il Pil Tedesco è pompato dalla manodopera per la maggior parte turca e italiana, infatti sono davvero pochi gli “Ariani puri” . Quindi ora mi dica, cara signora Anghela, è ancora sicura che non ci sia posto per una bambina che vuole studiare?
Chissà, magari un giorno questa diventerà un medico e forse potrà salvarle la vita. Ci pensi, il bene torna sempre sotto altre forme.
Un caro saluto da un’italiana che ha lavorato nel suo territorio trovandosi molto bene.

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