29 Novembre 2022 - Ore
Scuola

Maturità

'Quale traccia uscirà'? Antico gioco in cui non si rammentano vincitori da secoli

Ci siamo. Iniziano gli esami di maturità. Folti gruppi di alieni, travestiti da neo adulti, appena patentati, carichi dei loro primi amori, delle prime esperienze, di grandi, piccole, cocenti delusioni, di molteplici illusioni, speranze, viaggisi aggirano di primo mattino vicino alle loro rispettive basi lunari, lasciate provvisoriamente non più di due settimane addietro.
Sguardi di ansia, nottate insonni, spesso passate ad indovinare “quale traccia uscirà”, antico gioco di società in cui non si rammentano vincitori da secoli.
Ancora una volta il vociare fuori dai cancelli, ma avrà toni differenti, si udranno solo le voci già impostate, non più mischiate, confuse e sovrapposte con quelle di chi quel viaggio ha appena iniziato o è solo a metà percorso.
Le barbe sono più folte, non più quelle ombre cinesi sul mento o sotto il naso; le braccia e le gambe non sembrano più delle lunghe leve senza controllo; il capello è curato, le unghie laccate, tutto sembra a posto.
Ogni genitore avrà regalato a suo figlio o sua figlia la frase classica “è il primo vero esame della tua vita!”, a sua volta ricevuta dal padre, da questi ereditata dal nonno e così via.
Non è vero. Si mente sapendo di mentire. Nei primi 18 anni della tua vita, amore mio, hai già superato tante, tantissime prove, come tutti i tuoi compagni, come tutti quelli che sono venuti prima di te e dopo di te affronteranno l’avventura che dalla luna ti porta sulla terra.
“Gli esami non finiscono mai”, diceva uno dei più grandi filosofi del ventesimo secolo, il grande Edoardo.
Ed ogni giorno è un esame, da quando metti il primo dentino, o ancor prima con le prime colichette; dal gattonamento ai primi passi, un’impresa titanica!.
Ed ancora, altre mirabili avventure che ti hanno vista protagonista: l’abbandono del comodo rifugio di casa per andare nell’ignota destinazione di una strana casa, con tanti bambini, sperduti e vocianti come te, con una strana signora che vuole farti cantare, disegnare, scrivere; la prima uscita da sola, in piazza con le amiche, e noi padri a presidiare non visti gli angoli; la discoteca, il pullman, tutti successi.
E così via, ogni passaggio di sentiero, ogni ponte, o cavalcavia, o fossato che il continuo tapis roulant della vita incontra è un esame: perché, non è un terribile esame la prima cotta? Il primo bacio? La prima volta? E sono esami meno terribili che riempire un foglio bianco?
Quel foglio bianco lo hai iniziato a riempire quando sei nata e continuerai a farlo, con la tua intelligenza, la tua volontà, la forza dei tuoi sentimenti.
E noi, i tuoi genitori, continueremo a leggere questa bellissima storia.
Ed allora coraggio, piccola aliena, fallo questo benedetto esame, conquistati un’altra porzione di questo pianeta chiamato vita.

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