25 Luglio 2024 - Ore
Sviluppo e Lavoro

Puglia, un protocollo d’intesa per aiutare i minori stranieri non accompagnati

Ludovico Abbaticchio, garante regionale dei minori: 'C’è il sospetto che molte bambine finiscano nel giro della prostituzione. Ecco perché è necessario intervenire in modo coordinato per tutelare i minorenni'

Un protocollo d’intesa per intervenire in modo qualificato a favore dei minori stranieri non accompagnati: la firma è stata posta nell’Ufficio Servizio Sociale Minorenni del Tribunale dei minori di Lecce, da Ludovico Abbaticchio, Garante dei diritti del minore dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Puglia, insieme ad Anna De Tommaso, Presidente Ce.F.A.S.S. (Centro formazione per l’Assistenza Socio Sanitaria – Lecce), alla Presidente del Tribunale dei Minorenni di Lecce, Lucia Rabboni , e a Maria Cristina Rizzo – Procuratore Capo, Procura della Repubblica per i Minori di Lecce. 

Per la prima volta gli enti firmatari si siedono ad un tavolo per condividere prassi e buone pratiche da adottare nei confronti dei Minori stranieri non accompagnati, in base a quanto richiesto dalla legge Zanda, la n. 47 del 2017: il che vuol dire intervenire per migliorare l’accoglienza, aiutare i minori nell’integrazione, evitando devianze e rischio di aumentare le fila della criminalità anche dopo la maggiore età. 
È stato il Garante dei minori della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, ad introdurre i dati numerici sulla presenza in Puglia “In Italia la nostra regione è all’ottavo posto con una percentuale dello 3,9% di presenze di minori non accompagnati recensiti. Sono in prevalenza uomini, mentre il dato significativo è quello femminile: c’è il sospetto che molte bambine finiscano nel giro della prostituzione. Ecco perché è necessario intervenire in modo coordinato per tutelare i minorenni”. 
Il Documento firmato è propedeutico per l’istituzione di un albo “speciale” dei mediatori interculturali in Puglia: dall’elenco le varie istituzioni coinvolte potranno attingere dall’ASL, alla Questura, dal Tribunale per i minori alla Prefettura, per avere un valido supporto durante lo svolgimento delle loro funzioni. 
“La figura del mediatore culturale soprattutto con i minori è di vitale importanza: spesso si sottovaluta la difficoltà nel cercare di farsi capire e a volte non ci rendiamo conto del vissuto violento che i minori stranieri hanno alle spalle – hanno affermato gli altri partecipanti -. La presenza di un mediatore ci aiuterà a prestare una forma di tutela più aderente ai bisogni dei minori e ci auguriamo che l’elenco che verrà realizzato ci permetterà di usare i mediatori anche per le situazioni critiche nelle famiglie”. 
Data la complessità e l’ampiezza delle competenze richieste è necessaria una formazione ben definita e riconosciuta, ed ecco il ruolo del Cefass, che si impegna a garantire uno standard molto alto di preparazione, specifica e di carattere tecnico/pratica finalizzata a fare acquisire tecniche e abilità di comunicazione e gestione dei colloqui potenziando la propensione all’ascolto e al sostegno. 

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