29 Novembre 2022 - Ore
Cultura e Spettacolo

In principio era un buco

Monologo scritto, diretto e interpretato da Luigi di Sario e fotografie di Angela Zippo

Un uomo, torna nella sua terra d’origine, nel rione dove è nato alla periferia di Bari: il quartiere San Paolo. Ha la metà dei capelli dell’infanzia e qualche amaro disincanto. I luoghi dell’adolescenza sono carezze per la cura della propria anima. Rappresentano il mondo di una memoria lontana che sostiene, nel contempo, la necessità ancestrale dell’uomo di tornare a sé stesso. Sempre al punto di partenza.

 

E allora il grattacielo, la chitarra, il recinto che racchiude le case popolari, il campetto di calcio senza erba e con molti sassi e un buco in una ringhiera sopra il muretto sgretolato fatto di mattoni raccontano la nostalgia dei posti antichi e di amicizie giovanili quando ci si divertiva con semplicità, lontani anni luce dai social network, e dalle teste perennemente piegate all’ingiù a guardare il cellulare. 

 

Il Quartiere San Paolo chiamato anche CEP (Centro Edilizia Popolare), nasceva alla periferia nord-ovest di Bari, a seguito della speculazione edilizia voluta dalla DC ed iniziata nel 1962. Molte zone della città (in particolar modo quelle che godevano di pessima reputazione, come Torre Tresca e San Girolamo) furono sradicate dal territorio d’appartenenza per essere trasferite successivamente al San Paolo. Questo tipo di modernizzazione selvaggia e senza sviluppo creò in breve tempo sacche di disagio che sfociarono nel fenomeno della delinquenza e della micro-criminalità. C’erano pochi centri di aggregazione sociale ed il quartiere, ben presto, si guadagnò la cattiva reputazione di zona malfamata, da cui tenersi lontani. 

 

I giochi intanto erano praticati per strada e stimolavano la fantasia dei più piccoli. Un-due-tre-Stella, Nascondino, Strifone, Muffa, Staccio, Razzo, Sguincio, Lo schiaffo del soldato, I tappi di Rame, U vrruzz (la trottola) Palla Avvelenata, Palla Prigioniera, il Carruccio, le biglie, Une mond la lune 

Erano tutti divertimenti che si facevano in gruppo, densi di grande spontaneità.

 

Nonostante i buchi nella ringhiera sempre divelta, il recinto era un’oasi felice, un luogo protetto che riusciva a tenere la delinquenza lontana dai confini della genuinità di quei ragazzi che provavano a crescere nella vita con coraggio, altruismo e fantasia.

 

L’uomo adesso guarda il buco da dove tutto era cominciato. 

 

Una volta, quando era piccolo, passava attraverso quella feritoia per andare a giocare “a pallone” sul vicino campetto di terra e sassi, mentre a Radio Luna International passavano le canzoni della Rettore e Stella Stai di Umberto Tozzi. 

 

Erano gli anni 80. 

 

La sua adolescenza è rimasta là. 

 

In una dimensione parallela, che adesso lui guarda come si guardano le stelle. 

 

 

Il racconto teatrale/monologo (durata circa 1 h. e 15 min.) sarà corredato da un reportage fotografico ad opera di Angela Zippo e Luigi di Sario, incentrato sul territorio del Quartiere San Paolo. 

Un racconto accanto al racconto. 

Un percorso di memoria, identità e testimonianza sociale della vita di periferia.

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