20 Luglio 2024 - Ore
Ambiente

Xylella, il Consiglio di Stato blocca l’abbattimento degli ulivi infetti

Accolto il ricorso proposto da 11 proprietario di terreni di Trepuzzi e Squinzano

 Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso cautelare proposto da 11 proprietari di terreni di Trepuzzi e Squinzano (Lecce) colpiti da ingiunzioni di abbattimento di ulivi considerati infetti dalla Xylella. La pronuncia, a quanto sostiene l’avvocato che ha formulato il ricorso, Mariano Alterio, è la prima che sospende le ingiunzioni di abbattimento anche delle piante “malate”. Fino ad ora infatti la sospensiva era stata concessa solo per gli alberi del Brindisino, piante sane ricomprese nel raggio di 100 metri rispetto a quelle infette. L’ordinanza cautelare non ha una efficacia immediata ma l’avrebbe qualora dovesse venire meno il sequestro penale delle piante, nell’ambito di una inchiesta aperta dalla procura di Lecce, , è fondata principalmente su alcuni principi: si sostiene che i proprietari non siano stati informati che sui loro fondi si sono svolte verifiche e prelievi sulle piante senza contraddittorio; nessuno degli interessati sarebbe stato posto a conoscenza delle modalità di catalogazione e conservazione del materiale vegetale analizzato; il sistema di individuazione delle piante da eliminare, con riferimento alle coordinate geografiche, non consentirebbe la effettiva corretta eseguibilità dell’ordine in 10 giorni; l’ordine, per altro, non risulta eseguibile nel tempo accordato in quanto è troppo ridotto rispetto al tempo effettivamente necessario per l’intera operazione di eradicazione.

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