27 Febbraio 2024 - Ore
Ambiente

La ministra Guidi smorza le polemiche di Emiliano: ‘Nessuna trivellazione al largo delle Tremiti’

Il governatore della Puglia non molla: 'Posizione del governo non chiara, accolgano il referendum senza concedere altre autorizzazioni'

 “Un polverone pretestuoso e strumentale: non c’è nessuna trivellazione”. È questo il commento della ministra dello Sviluppo Economico Federica Guidi sul via libera alle ricerche di petrolio al largo delle Tremiti, contestata duramente dal governatore della Puglia Michele Emiliano. “Il permesso di ricerca concesso alla società Petroceltic – continua la ministra – riguarda soltanto, e in una zona oltre le 12 miglia, la prospezione geofisica e non prevede alcuna perforazione che, comunque, non potrebbe essere autorizzata se non sulla base di una specifica valutazione di impatto ambientale. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano conosce benissimo i termini esatti della questione che a suo tempo gli è stata accuratamente rappresentata dal Ministero dello Sviluppo economico”. La Guidi ha poi precisato che il permesso concesso alla Petroceltic è per una ricerca al di fuori delle 12 miglia, e non ha nulla a che vedere con la legge di Stabilità.

 

Nella serata di ieri è arrivata la replica del governatore pugliese:  “La Regione Puglia presenterà ricorso per conflitto di attribuzione con riferimento al modo in cui l’emendamento alla legge di stabilità presentato dal Governo ha inciso sullo Sblocca Italia: non assecondando la volontà referendaria, ma in senso opposto”.

 E con riferimento alla nota della ministra Federica Guidi, Emiliano precisa: “Della questione in generale sono ben informato visto che è da luglio scorso che stiamo portando all’attenzione del ministero e del governo le ragioni a tutela del nostro mare. Ma in nessuna occasione sono stato avvisato dal ministero dello sviluppo economico che in data 22 dicembre 2015 sarebbe stata concessa la dodicesima autorizzazione alle prospezioni finalizzata alla ricerca di idrocarburi in Puglia. Anzi, le interlocuzioni tra il governo e le regioni che hanno chiesto il referendum erano nel senso di ritirare tutte le autorizzazioni concesse fino a quel momento. L’autorizzazione del 22 dicembre, pertanto, contraddice tali propositi sui quali si era tentata una riconciliazione tra governo e regioni. La posizione delle regioni italiane che hanno chiesto il referendum è chiara dal primo momento ed è contro le ricerche petrolifere nel mar Adriatico e Ionio mediante la tecnica dell’Air-gun, fortemente invasiva e pericolosa per l’ambiente”.

“La posizione del governo – conclude Emiliano -invece non è ancora chiara. Vogliono accogliere la volontà referendaria attraverso emendamenti alla legge vigente? Se è così lo facciano senza concedere altre autorizzazioni e revocando quelle già concesse . Altrimenti deve essere il popolo italiano attraverso il referendum a pronunciarsi”.

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