20 Aprile 2026 - Ore
Cronaca

Bari, uomo bloccato in Marocco a causa del Coronavirus. La moglie affetta da una malattia: ‘Voglio soltanto che torni a casa’

La donna combatte contro una malattia degenerativa: 'Nessuna risposta dal Consolato italiano e dalle istituzioni, abbiamo speso centinaia di euro per prenotare voli che sono stati cancellati'


“È una situazione surreale, voglio soltanto che mio marito torni a casa”. È questo l’appello di una donna barese, affetta da una malattia degenerativa, che da più di 40 giorni aspetta il ritorno in Italia del marito, bloccato in Marocco a causa dell’epidemia di Coronavirus.

“Mio marito è partito per Casablanca il 29 febbraio, il suo ritorno era programmato per metà marzo – prosegue la donna -. Durante la sua permanenza in Marocco, la situazione in Italia si è aggravata e il 9 marzo è arrivato il decreto firmato dal premier Conte, che di fatto ha bloccato i voli internazionali verso l’Italia. Da quel momento è cominciato il nostro calvario”.

La donna infatti ha bisogno del marito per affrontare la malattia e al momento è sola a casa con due figli di 17 e 20 anni e una figlia di 9 anni. “Ho contattato il consolato italiano decine di volte. Mi hanno chiesto in più occasioni di compilare un modulo con le generalità di mio marito, ma nessuno lo ha contattato per organizzare un viaggio di ritorno. La sede del Consolato non è aperta al pubblico, è impossibile avere informazioni sulla situazione. Anche la Farnesina non ci ha fornito nessuna risposta”. La signora ha provato a rivolgersi alle istituzioni regionali e locali, senza però ricevere risposta. Insieme all’uomo ci sono decine di italiani nella stessa situazione: tra loro c’è anche una donna incinta di 8 mesi.

Una nave diretta in Italia è salpata dal porto di Tangeri il 7 aprile: l’uomo, che vive in Italia e ha un regolare contratto di lavoro, non è riuscito ad imbarcarsi perché non disponeva di un mezzo di trasporto: “Soltanto chi era a bordo di un’auto o di un camper è riuscito a tornare in Italia – spiega la signora -, mentre mio marito è stato fermato dalle autorità marocchine. Adesso è bloccato a Casablanca a casa di sua madre e tutte le uscite della città sono bloccate”.

La donna ha provato a prenotare dei voli con diverse compagnie aeree (tra cui Alitalia, ndr): dopo aver accettato le transazioni di denaro per centinaia di euro, le società di trasporto annullano i voli in partenza dal Marocco e non rimborsano il costo del biglietto. “Sono disperata – prosegue la donna -, ho speso una grossa somma di denaro e non so nemmeno se riuscirò a ricevere il rimborso. Sono in una situazione di emergenza, lo capisco, ma io ho bisogno della presenza di mio marito a casa”.

L’uomo lavora per una società di consegne italiana, attività considerata di prima necessità nel decreto firmato dal premier Conte: “Se mio marito non torna a Bari non può riprendere a lavorare, quindi è a rischio anche la nostra situazione economica”.

Intanto il Consolato Generale d’Italia a Casablanca ha informato i cittadini non residenti e attualmente in Marocco che “al momento non sono disponibili opzioni di rientro in Italia con vettori marittimi e aerei. Non si mancherà di informare i connazionali sui siti internet istituzionali e sui canali social dell’Ambasciata (https://twitter.com/ItalyinMorocco) e del Consolato Generale di eventuali ulteriori possibilità di rientro in Italia, non appena note”.

“Il Marocco e il Consolato ci hanno abbandonato – conclude la donna -, mio marito e tutti gli italiani bloccati hanno il diritto di tornare in Italia”. Un appello che deve essere preso in considerazione per far sì che la situazione di questa famiglia torni finalmente alla normalità, nonostante l’emergenza sanitaria che sta mettendo in ginocchio l’intero pianeta.

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