Il Bari continua a coltivare il sogno del ritorno in Serie A. Tuttavia, riuscire a mantenere una certa continuità nel progetto tecnico si sta rivelando più arduo del previsto. Nel 2023 i Galletti persero per un soffio la finale dei playoff contro il Cagliari e 12 mesi più tardi si sono dovuti preoccupare invece di non scendere in Serie C, vincendo la finale dei playout contro la Ternana dopo aver cambiato 3 volte allenatore.
Federico Giampaolo, che aveva guidato i biancorossi nel finale della passata stagione, ha lasciato il posto in panchina a Moreno Longo, che vanta delle esperienze in A con Frosinone e Torino.
La sensazione generale è che le strategie societarie vadano ancora consolidate. A differenza di molti dei suoi predecessori, però, Longo è abituato a parlare chiaro e non ha nessuna intenzione di apparire come aziendalista. Se Michele Mignani sosteneva di limitarsi ad allenare “quello che gli dava la società”, il nuovo mister ha sottolineato subito le mancanze dell’organico in sede di mercato, lamentandosi per quegli innesti che tardavano ad arrivare.
Anche per questo motivo l’allenatore non ha voluto fare promesse avventate, temporeggiando prima di indicare un vero e proprio obiettivo stagionale, oggi individuato forse scaramanticamente nella semplice salvezza.
L’inizio di questa stagione non è stato dei migliori per il Bari, ma dopo le sconfitte maturate nelle prime 2 giornate contro Juve Stabia e Modena sono stati conseguiti diversi risultati utili. In seguito al pareggio interno per 1-1 col Sassuolo e a quello in trasferta per 0-0 con la Sampdoria, i biancorossi hanno infilato 2 vittorie di fila ai danni di Mantova e Frosinone, rispettivamente per 2-0 e 0-3.
A fine settembre, invece, è arrivato un altro pari in casa, stavolta contro il Cosenza per 1-1. Un andamento che a conti fatti lascerebbe sognare anche qualcosa in più della salvezza. Inutile negarlo: quel gol in extremis di Pavoletti brucia ancora dopo quasi 2 anni e c’è fretta di cancellare quel ricordo.
Il presidente Luigi De Laurentiis aveva dovuto parlare giocoforza di qualificazione ai prossimi playoff, anche per tenere buona una piazza adirata per i risultati dell’anno scorso. In estate, però, non ci sono stati veri e propri investimenti, in quanto la rosa si è rinforzata prendendo soprattutto giocatori in prestito.
Ad ogni modo, questa squadra appare già profondamente diversa da quella che ha rischiato la retrocessione in C, ma le previsioni degli addetti ai lavori e le scommesse sul mondo del calcio danno molto più credito al Sassuolo, al Palermo e alla Cremonese in vista delle future promozioni.
Il Bari manca in Serie A dalla stagione 2010/2011. Ironia della sorte vuole che l’ultima presenza dei pugliesi nel massimo campionato sia coincisa anche con la vittoria più larga mai ottenuta in trasferta nel massimo campionato. A Bologna finì infatti 0-4, peraltro con tripletta di un giovane Francesco Grandolfo, indicato da subito come potenziale crack del calcio italiano.
Invece, la carriera dell’attaccante si è spesa soprattutto tra Serie D, Lega Pro e Serie C, in barba ad ogni aspettativa. Il Bari non vede l’ora di tornare in A anche per poter riprendere a parlare dei talenti fatti in casa…

La sensazione generale è che le strategie societarie vadano ancora consolidate. A differenza di molti dei suoi predecessori, però, Longo è abituato a parlare chiaro e non ha nessuna intenzione di apparire come aziendalista. Se Michele Mignani sosteneva di limitarsi ad allenare “quello che gli dava la società”, il nuovo mister ha sottolineato subito le mancanze dell’organico in sede di mercato, lamentandosi per quegli innesti che tardavano ad arrivare.
Anche per questo motivo l’allenatore non ha voluto fare promesse avventate, temporeggiando prima di indicare un vero e proprio obiettivo stagionale, oggi individuato forse scaramanticamente nella semplice salvezza.
L’inizio di questa stagione non è stato dei migliori per il Bari, ma dopo le sconfitte maturate nelle prime 2 giornate contro Juve Stabia e Modena sono stati conseguiti diversi risultati utili. In seguito al pareggio interno per 1-1 col Sassuolo e a quello in trasferta per 0-0 con la Sampdoria, i biancorossi hanno infilato 2 vittorie di fila ai danni di Mantova e Frosinone, rispettivamente per 2-0 e 0-3.
A fine settembre, invece, è arrivato un altro pari in casa, stavolta contro il Cosenza per 1-1. Un andamento che a conti fatti lascerebbe sognare anche qualcosa in più della salvezza. Inutile negarlo: quel gol in extremis di Pavoletti brucia ancora dopo quasi 2 anni e c’è fretta di cancellare quel ricordo.
Il presidente Luigi De Laurentiis aveva dovuto parlare giocoforza di qualificazione ai prossimi playoff, anche per tenere buona una piazza adirata per i risultati dell’anno scorso. In estate, però, non ci sono stati veri e propri investimenti, in quanto la rosa si è rinforzata prendendo soprattutto giocatori in prestito.
Bari in B: gli obiettivi dei biancorossi
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