Una lotta all’evasione quella che sta per mettere in atto l’Ateneo di Bari. Risultano oltre settemila studenti che hanno un reddito inferiore a 8mila euro e altri 20mila che dichiarano meno di 15mila euro. La metà degli iscritti all’ateneo di Bari usufruisce di sconti e bonus sulle tasse universitarie. Ma per il Rettore Uricchio non ha dubbi: “c’è qualcosa che non quadra in questi numeri”. Sono più di 700mila euro i soldi che l’ateneo conta di recuperare nel 2015 dal contrasto all’evasione contributiva, una lotta che l’ateneo intende mettere in campo con la guardia di finanza. Inoltre l’Uniba pensa anche come ricavare altri 475mila euro, soldi che dovrebbero rientrare attraverso i tagli su pubblicazioni, indennità e compensi ai componenti delle commissioni concorso, manutenzioni e spese per dottorati di ricerca. Il vero risparmio, infatti, comincerà a partire dal 2016 quando si prevedono 3.798.610 euro di maggiori entrate e 1.030.049 di minori spese, in tutto quasi 5 milioni. Con la vendita degli immobili si aggiungerebbero 55 milioni che farebbero dormire sogni tranquilli a tutta la comunità accademica azzerando il disavanzo, arrivato a 32 milioni di euro nel 2012 ad oggi ridottosi a 18 milioni di euro, e allontanando il rischio commissariamento.
Brutte notizie per i fuori corso, a partire dal 2016 è previsto un aumento di 50 euro per tutti i fuori corso in qualsiasi fascia di reddito si trovino e progressivo per gli studenti con reddito Iseeu oltre i 43mila euro. In questo modo le tasse incrementeranno di 900mila euro. Altra novità è l’introduzione della figura dello studente ‘no time’, colui che non segue le lezioni e richiede il tutoraggio online sul modello delle università telematiche: un servizio aggiuntivo a pagamento. Finisce poi l’era del libretto cartaceo, dal 2016 sarà solo virtuale.
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