12 Aprile 2024 - Ore
Ambiente

A chi ricerca l’oro nero nel nostro Adriatico il no di Introna e Nicastro

Una multinazionale del petrolio vorrebbe effettuare ricerche in 750km quadrati di costa

“Sembra non aver fine purtroppo l’aggressione da parte delle multinazionali del petrolio al nostro mare: nei giorni scorsi la Global Petroleum Limited ha avviato l’iter di Valutazione di Impatto Ambientale per altri 4 permessi di ricerca idrocarburi, ciascuna delle quali copre un’area marina di circa 750 km quadrati, che interessa il tratto di consta che insiste sui comuni di Giovinazzo, Bari, Mola di Bari, Polignano a Mare, Monopoli, Fasano, Ostuni, Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo”Così l’Assessore Lorenzo Nicastro informa dell’avvio dell’iter nazionale di valutazione ambientale in capo al Ministero dell’Ambiente. “In attesa che la documentazione tecnica giunga ai nostri uffici e si avvii la fase di valutazione locale che, come si ricorderà, ha valore meramente consultivo e non vincolate per il Ministero, non posso fare a meno di ribadire un concetto: è sempre più urgente una revisione della politica energetica nazionale alla luce degli sforzi che i territori, la Puglia in particolare, stanno facendo verso le fonti rinnovabili di energia. Soprattutto – continua Nicastro – crediamo che non possa rimanere inascoltata la voce dei territori: privati cittadini, associazioni, forze politiche e, finanche, interi consigli regionali rivieraschi, si sono determinati dicendo la propria contrarietà ad uno sfruttamento selvaggio dei giacimenti di idrocarburi nell’Adriatico”. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, che ha dichiarato quanto segue: “Il mare pugliese non si vende e non si svende. Alle multinazionali del petrolio il Consiglio regionale lo ha già detto in modo compatto, ma evidentemente è necessario ripeterlo. Chiedono di poter agire in una grande area che va dal largo di Giovinazzo a Torchiarolo. Ma è più di metà costa pugliese adriatica! NO netto, quindi, all’oro nero dell’Adriatico, che è tutto tranne che prezioso. Il vero oro sono le nostre acque trasparenti, il vero petrolio è il mare pulito, la GP ci ascolti bene e lo ribadiamo ancora anche al Ministero. La Regione come istituzione, ma anche la Puglia come sistema (enti locali, territorio, forze sociali, associazioni, cittadini), si sono già espresse in una specie di referendum virtuale: giù le mani dal nostro mare”. Per la verità lo hanno fatto attraverso manifestazioni popolari, dichiarazioni, documenti, ordini del giorno e con una proposta di legge alle Camere, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, per la moratoria delle ricerche e coltivazioni di idrocarburi in Adriatico e Ionio.

© Riproduzione riservata

Altro in Ambiente

Ultimi correlati per tag

Altri Articoli di

Menu