24 Luglio 2024 - Ore
Cronaca

Bari, smantellata organizzazione di trafficanti di migranti somali: 15 arresti, indagato dipendente comunale (VIDEO)

Scoperti anche contatti via Internet con utenti filo-jihadisti

Nelle prime ore della mattinata odierna gli agenti della polizia di Stato hanno arrestato 15 cittadini di nazionalità somala nelle città di Bari, Catania e Salerno. I migranti sono indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla permanenza illegale di clandestini nel Territorio dello Stato ed al successivo ingresso in Paesi esteri, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a scopo di lucro, uso di documentazione falsa, corruzione di incaricato di pubblico servizio e falso ideologico in atto pubblico. Contestato anche il reato di indebito uso di canali finanziari, non censiti come banche o intermediari finanziari abilitati ad operare sul Territorio Nazionale, adoperati per incanalare le somme loro inviate dalle famiglie dei migranti quale prezzo per l’organizzazione dei viaggi degli stessi verso il nord Europa.

Le indagini, dirette dalla Dda di Bari e condotte dalla Squadra Mobile con il coordinamento del Sco e dalla Digos, hanno consentito di individuare il capo dell’organizzazione in Ismail Olhaye Hussein. L’uomo era un agente plurimandatario di alcune società di money transfer internazionali operanti su piattaforme informatiche non abilitate ad effettuare servizi di pagamento in Italia, è stato catturato a Bari dove gestiva direttamente due internet point che in realtà si sono rivelate essere le basi logistiche ed operative dell’organizzazione criminale volta a gestire l’immigrazione clandestina in Italia e verso l’estero. Catturati a Catania due dei più stretti collaboratori di Hussein, Ahmed Siyad Mohamed e Muhumed Okar Mohamed. Ai domiciliari sono finiti Mohamed Barkad Shueyb e Mohammed Shacni: entrambi svolgevano indispensabili mansioni logistiche a favore dei migranti.

Coinvolto nell’associazione a delinquere anche un dipendente dell’anagrafe del Comune di Bari che si è lasciato corrompere da Ismail Hussein per dichiarare falsamente inesistenti residenze di cittadini somali nel capoluogo pugliese.

 

Gli elementi acquisiti, corroborati anche dalle dichiarazioni di alcuni migranti entrati in contatto con l’associazione criminale, hanno portato a disvelare le considerevoli dimensioni del fenomeno, radicato su tutto il Territorio Nazionale e collegato con cellule operative all’estero. In particolare, è emerso che i vertici dell’organizzazione, attraverso l’utilizzo dei sopra citati money trasfer illegali secondo il sistema dell’“hawala informatica” -ovvero di rimesse di denaro e di compensazioni tra varie agenzie in Italia ed all’estero basate sulla fiducia negli intermediari e su schemi informali – hanno movimentato on line, nel giro di circa 2 anni e mezzo, somme pari a quasi 9 milioni di dollari; una parte preminente di essi è stata incamerata dal gruppo sia come ricavo derivante dall’attività di traffico di clandestini sia come diritti di commissione sulle somme gestite in qualità di agente money transfer, anche manipolando i tassi di cambio euro/dollaro.

 

 Nel corso delle investigazioni, sul punto approfondite dalla Digos della Questura di Bari, sono altresì emerse evidenze in relazione a collegamenti sul web,  attraverso social network ( facebook, etc.), di alcuni componenti del sodalizio criminale individuato con internauti attestati su posizioni filo jihadiste ascrivibili al gruppo terroristico somalo “Al Shabaab”. In particolare, a riscontro di tali evidenze sono stati documentati diretti contatti telefonici tra uno dei membri del citato sodalizio con un cittadino somalo, già sottoposto a fermo in Italia nel luglio 2016 per aver favorito l’ingresso sul territorio nazionale, via Malta, di due estremisti siriani militanti dell’Isis/Daesh condannati in primo grado dal Tribunale di Brescia per il reato di associazione per finalità di terrorismo anche internazionale.

© Riproduzione riservata

Altro in Cronaca

Ultimi correlati per tag

Altri Articoli di

Menu