20 Luglio 2024 - Ore
Cronaca

Bando ‘Nidi’, la Regione Puglia stanzia 54 milioni di euro per l’avvio di nuove imprese (VIDEO)

La misura è estesa per la prima volta alle imprese confiscate alla mafia

Da una idea di Stefano Fumarulo nasce la principale e più importante novità del nuovo bando NIDI, una misura che per la programmazione 2014/2020 ha una dotazione finanziaria di 54 milioni di euro. NIDI è lo strumento finanziario della Regione Puglia che fornisce sostegno alle fasce deboli per l’avvio di una nuova impresa con un contributo a fondo perduto e un prestito rimborsabile con il fine di agevolare l’autoimpiego. Ma la grande e significativa novità del nuovo bando sta proprio nel contenere alcune misure straordinarie di contrasto alle mafie. Si è estesa cioè la possibilità di usufruire della misura finanziaria anche alle imprese confiscate alla mafia e affidate ai dipendenti e alle cooperative assegnatarie di immobili confiscati. Tale estensione è il frutto di un lungo lavoro avviato dalla Regione in collaborazione con l’Associazione Libera.

“Questo adattamento della misura NIDI è uno di quei sogni di cui parlavo con Stefano – ha detto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – utilizzare cioè i fondi e i programmi di investimento ordinari anche per i beni confiscati. Solo sognando si possono fare dei passi in avanti e noi li abbiamo fatti. Tutti insieme abbiamo realizzato una visione che ora può sembra banale ma che non è mai avvenuta prima”.

“Da oggi dunque – ha ribadito Emiliano – sarà possibile utilizzare varie forme di finanziamento sia europeo che nazionale per migliorare le aziende che sono state confiscate  alla mafia o ai politici corrotti. Siamo la prima regione italiana che investe e incentiva la cultura d’impresa che si sviluppa insieme alla cultura dell’antimafia sociale. Per noi l’economia diventa uno strumento di lotta alla mafia e alla corruzione attraverso l’incoraggiamento, soprattutto ai giovani ma non solo, a utilizzare questi beni confiscati, che spesso giacciono inutilizzati nelle agenzie che dovrebbero gestirli, con l’aiuto anche dei fondi della Regione Puglia. È un gesto importantissimo – ha concluso Emiliano –  del quale voglio ringraziare tutti coloro che si sono prodigati in questo senso e voglio anche dedicare questa conferenza stampa a Stefano che, ripeto, è stata la persona con la quale per prima abbiamo elaborato questo sogno che oggi si è realizzato”. 


Numerose le integrazioni nel nuovo bando Nidi, con delle peculiarità che cercano di rendere effettivo l’obiettivo, e cioè di sostenere ed agevolare le imprese che vogliono far rivivere i luoghi confiscati alle mafie. Per esempio per questo genere di investimento che in via ordinaria è di 150mila euro, nei casi di beni confiscati, il tetto massimo di investimento per le cooperative sociali assegnatarie di beni immobili confiscate o aziende o società che gestiscono aziende confiscate viene alzato alla soglia di 250mila.

 
“Abbiamo scelto di integrare il bando con le proposte di Stefano – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Michele Mazzarano – e lo abbiamo fatto con investimenti importanti che testimoniano la volontà di raggiungere l’obiettivo di facilitare il più possibile il recupero di luoghi frutto di attività criminali e di restituirli ai legittimi proprietari, e cioè i pugliesi. Per questo un’altra peculiarità del nuovo bando è che rispetto alla regola generale che prevede si debba trattare di imprese nuove, sulla integrazione è previsto che possano presentare domanda anche aziende esistenti da più di sei mesi”.

Per Mazzarano “il bando NIDI è il più potente strumento di auto impiego che la Regione Puglia abbia mai messo in campo ed è una misura che, anche nella prima programmazione 2007/2013 ha riscosso ottimi risultati”.

A gestire le richieste, in qualità di organismo intermedio, è la società in house della Regione, Puglia Sviluppo Spa. “Il 21 marzo a Foggia celebreremo la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie – ha detto Daniela Morcone, dell’associazione Libera – ma il significato del tenere insieme la memoria e l’impegno lo stiamo vivendo già oggi, con la presentazione di questo bando, che realizza un sogno di tutti, e che dà il segno di quanta strada abbiamo fatto”.

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