29 Novembre 2022 - Ore
Scuola

Green Economy

Intorno a noi c'è un mondo che lotta per esistere

Ultimi giorni di scuola. Li vivo attraverso le ansie delle mie figlie, in particolare la grande deve affrontare l’ultimo ostacolo, l’esame di maturità. Ultime interrogazioni, l’attesa per i voti degli ultimi compiti in classe, qualche dubbio, la stanchezza che affiora.
In questo ansioso contesto le scuole sfoderano i loro ultimi colpi: gli ultimi festeggiamenti, la festa dell’Arte, la presentazione dei vari progetti realizzati nel corso dell’anno.
Con questi eventi le scuole aprono i loro scrigni, i loro salvadanai culturali, laddove pazientemente, nel corso dell’anno, hanno inserito tante monete del sapere e che adesso, in quel pomeriggio dedicato alle famiglie, cercano loro di restituire.
Ho partecipato alla presentazione presso il Liceo delle Scienze Umane di Bari, il Bianchi Dottula, una scuola che non riesce a far perdere la memoria di sé ai suoi concittadini baresi per i quali è sempre “il magistrale”.
Molta acqua è passata sotto i ponti e sotto i piedi dei miei concittadini e quella scuola, oggetto dei loro ancestrali ricordi, è molto cambiata, pur essendo rimasta appannaggio prevalente, ma sicuramente non esclusivo, delle ragazze.
È una scuola molto vivace, ben inserita nel contesto del suo quartiere, pur vivendo momenti di difficoltà comuni a tutte le scuole italiane.
Quest’anno ho visto un corpo docente ben attento alle attività istituzionali, ma al contempo consapevole che oramai la scuola non è più una monade, non è più “i programmi ministeriali”, ma è inserita nel contesto sociale, culturale ed economico del suo territorio e con esso deve interagire.
Attenta la programmazione delle attività formative, volta a valorizzare gli aspetti qualitativi e non quantitativi.
Tra i vari progetti realizzati dai ragazzi quello intitolato “GREEN ON STAGE – (for the right change)”
Non è un progetto sul rafforzamento della lingua inglese, tutt’altro: in collaborazione con la Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi – ABAP – e avendo come partner anche il Politecnico di Bari, i ragazzi si sono cimentati nello studio della Green Economy.
Non uno studio teorico, ma anzi molto pratico attraverso il confronto con enti, imprese e cooperative che, nel territorio pugliese, lavorano da anni in questo settore che, in un momento così delicato dell’economia nazionale, non soffre alcuna crisi e, anzi, rafforza le sue quote di mercato.
È stato un viaggio affascinate, alla scoperta dell’America che, invece, è dietro l’angolo: perché la Puglia è all’avanguardia nel settore, perché vi sono diversi soggetti ed operatori economici che lavorano e producono.
Una giovane cooperativa salentina si è letteralmente “inventata” le feste patronali ecosostenibili, offrendo ai Comuni ed agli organizzatori di tale tipologia di eventi, un pacchetto di servizi che include la gestione dei rifiuti prodotti nelc orso della festa, iniziando con il rifornimento di piatti biodegradabili, isole informative, zone di compostaggio, con la produzione di concime poi regalato ai contadini o ad altri enti.
Eppoi scoprire che in Puglia si costruiscono complessi residenziali ad impatto zero, con l’utilizzo di materiali tipici della nostra terra, con mattoni fatti di calce e canapa o calce e legno.
O l’esistenza di società che si occupano di eventi musicali/culturali/spettacolari ad impatto ambientale zero, cominciando dalla costruzione di un palco con legno e paglia.
O le masserie didattiche presenti sul territorio che organizzano in continue attività formative.
Tutto questo visto attraverso la lente di ingrandimento – i loro occhi spalancati – dei ragazzi.
Non lo dite ai profeti di sventura, non lo dite a quelli per cui il bicchiere è sempre più vuoto, ma intorno a noi, sotto i nostri occhi, c’è un mondo che lotta per esistere, che ogni giorno si inventa qualcosa, pur di offrire ai ragazzi una scuola decente, brutta all’esterno, piena di crepe, muri scrostati, ma dentro è una scuola bella, e, soprattutto, straordinariamente vitale.
E la vita chiama altra vita: utilissimo il confronto con chi, con pochi soldi e molte idee, straordinaria fantasia e quel pizzico di follia che non manca mai nei genialoidi, si è inventato un mestiere, valorizzando e sfruttando i rifiuti degli altri.

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