27 Febbraio 2024 - Ore
Cronaca

Coronavirus, panificatori e pasticceri donano colombe e uova di Pasqua agli ospedali: ‘Così ringraziamo medici e infermieri’

L’iniziativa è stata lanciata a livello nazionale dall’associazione Fiesa Assopanificatori di Confesercenti e condivisa da Confesercenti Terra di Bari

“È Pasqua anche per tutti coloro che sono in prima linea a fronteggiare l’emergenza Covid 19 sia pur con le limitazioni imposte dal decreto governativo”. È l’appello che i panificatori e i pasticcieri rivolgono alla categoria al fine di garantire la fornitura dei prodotti della tradizione pasquale a chi – tra medici, infermieri ed associazioni di volontariato – assicura il proprio apporto professionale e di assistenza nelle corsie degli ospedali Covid e non, ma anche a chi sta gestendo la malattia a domicilio. I panificatori ed i laboratori di pasticceria artigianale, impegnati quotidianamente nella fornitura di alimenti di prima necessità, qual è il pane, ma anche dei prodotti da forno freschi e di ogni tipo di prodotto dolciario, nell’approssimarsi della Santa Pasqua, rivolgono un appello alla categoria di appartenenza di essere solidali e di donare a chi trascorrerà la festività pasquale accanto a coloro che sono stati contagiati dal Coronavirus. L’iniziativa è stata lanciata a livello nazionale dall’associazione Fiesa Assopanificatori di Confesercenti e condivisa da Confesercenti Terra di Bari, le quali, solidali con gli operatori sanitari e le categorie produttive che con impegno e spirito di abnegazione sono impegnati come “soldati al fronte – sottolinea Raffaella Altamura, presidente di Confesercenti Terra di Bari – affrontano le difficili limitazioni della libertà individuale e le difficoltà di quella fascia di nuove povertà che il fermo economico sta portando con sé come conseguenza e che ogni Comune sta cercando di gestire tramite i circuiti di associazioni di volontariato del territorio”.

“Colombe, uova e prodotti pasquali rappresentano un messaggio foriero di speranza che intende squarciare quel velo di paura che sta condizionando le nostre vite in queste ultime settimane. Considerando che le limitazioni quotidiane incidono notevolmente sulle nostre attività lavorative, avvertiamo il bisogno di far sentire la nostra vicinanza agli operatori della salute, ma anche al mondo del volontariato laico e cattolico che in queste ore è impegnato ad aiutare le Amministrazioni comunali nel supportare anziani, indigenti e ammalati con la consegna a domicilio di viveri, medicinali e altro. L’intento è quello di portare in questi luoghi un sorriso, un piccolo segno della Pasqua per ricordare che forse – mai come quest’anno – abbiamo necessità di credere fortemente nella Resurrezione”, conclude la presidente Altamura.

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