19 Maggio 2024 - Ore
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Leggere per abitare la realtà che ci circonda. Ogni realtà.

"Censurare pagine di libri significa censurare non solo le idee, ma il respiro, il cuore, la nostra esistenza stessa"

Accade in un liceo classico di Roma: alcuni docenti leggono in classe parti del romanzo «Sei come sei» di M. Mazzucco. I genitori li denunciano accusandoli di corruzione di minori!
Tante le domande da farsi! Ci sarebbe in primo luogo da chiedersi che tipo di ‘oltraggio’ abbiano commesso le docenti in questione. Quali sono i messaggi talmente offensivi che la lettura di questo testo può aver veicolato. Ma soprattutto di che democrazia parliamo quando decidiamo che certi libri devono essere censurati, e che fine fanno la libertà e sottolineo anche il dovere che la scuola ha di formare nei giovani un pensiero critico e aperto, capace di garantire a ognuno/a la possibilità di raggiungere il proprio compimento come persona, la propria felicità, la consapevolezza della ricchezza che ognuno/a di noi porta al prossimo sia nell’uguaglianza che nella differenza.
‘Leggere romanzi che parlano di cose reali e di temi anche complessi della nostra vita – scrive Melania Mazzucco – non ha mai corrotto nessuno. Il compito di un romanzo è anche quello di far riflettere sul mondo che ci circonda. A meno che non si voglia mettere in discussione il diritto di considerare i ragazzi delle persone capaci di intendere e di volere, e di formarsi delle opinioni. Dare loro gli strumenti per capire il mondo e se stessi – anche con un libro: è proprio questo che significa svolgere correttamente il proprio mestiere di insegnanti’.
Personalmente ricordo di aver studiato la cena di Trimalcione al liceo e assolutamente non si è mai parlato di rapporti sessuali espliciti. Ricordo di aver fatto analisi testuale, con il docente di Italiano della scuola che frequentavo, su interi capitoli del Decamerone, eppure nessuno si è mai sognato di sporgere denunce. Abbiamo forse mai bandito dalle scuole le poesie di Catullo o di Saffo? E che dire del Satyricon di Petronio? E se dobbiamo parlare di “pruderie”, non dovremmo allora eliminare dal programma anche la Lolita di Nabokov?
E ancora mi chiedo: perché si vuole isolare un brano da un romanzo? Vuol dire che il romanzo va bene ma ha tre righe porno e quindi per questo è pornografia? Dov’è lo scandalo? Nella descrizione di un atto sessuale? Ma davvero un libro proposto contro il bullismo e in difesa del rispetto delle persone al di là dell’identità sessuale può essere ritenuto «pornografico»?
Io credo che la scuola abbia il sacrosanto dovere di educare ai valori di eguaglianza e reciprocità e mi consola sapere che la preside dell’istituto in questione ha definito desolante tutta la querelle costruita intorno a questa vicenda e ha degnamente sostenuto e difeso le due docenti ‘incriminate’.
Non dobbiamo dimenticare quanti giovani adolescenti si sono tolti la vita negli ultimi tempi perché nessuno li ha ascoltati, perché nessuno ha voluto porre attenzione alla loro richiesta di riconoscimento, di attenzione. Non può funzionare una scuola che non tenga conto della psiche, dell’emotività dei nostri giovani studenti, perché è proprio l’elemento affettivo che fa la differenza tra “istruzione” e “educazione”.
É l’educazione ciò che include la cura dell’emotività dei ragazzi, in quella delicata fase dell’adolescenza in cui i fattori emotivi sono ben più urgenti di quelli intellettuali e soprattutto prioritari laddove la mente non può dischiudersi se non si apre il cuore. La scuola non può evitare questo coinvolgimento nella costituzione dell’ identità degli adolescenti, e la costruzione di essa passa anche inevitabilmente attraverso le scelte sessuali, le spinte emotive e fisiche, le pulsioni erotiche. Di tutto questo bisogna poter parlare perché su tutto questo sistema interno si gioca la formazione della loro identità, che è poi il sentimento che ognuno ha di sé, la base della propria autostima, senza la quale non possono altrimenti esserci l’impegno, l’interesse, la motivazione e, a seguire, l’apprendimento.
In questo impegnativo compito di accoglienza e partecipazione, di inclusione e comprensione continui, i libri da sempre ci aiutano a condividere e abitare le passioni emotive dell’umanità con racconti sia mitici che letterari, che identificano e raccontano la disperazione come l’entusiasmo, la noia come lo zelo, fondamentalmente i sentimenti, l’amore, la vita.
Dunque censurare pagine di libri significa censurare non solo le idee, la libertà, l’autonomia del nostro pensiero, ma soprattutto censurare il respiro, il cuore, la nostra esistenza stessa.
Nessuno deve poter permettere che l’accesso ai libri venga impedito e la scuola deve poter difendere il diritto alla libertà di lettura e di conoscenza opponendosi e tutte le più bizzarre e incongrue forme d’impedimento. Inoltre la richiesta di attenzione alla sessualità nell’adolescenza richiede ascolto, perché specie in quell’età è duro il lavoro di riformulazione della propria visione del mondo.
Un’età in cui la formazione della persona non solo diventa ben più importante delle competenze da acquisire, ma si fa proprio condizione fondamentale per poterle introiettare. Per questo i giovani, come i libri -tutti i libri- vanno letti e ascoltati.
Per questo ascoltare non è solo un tipo di amore. E’ l’amore.

Letture consigliate: Massimo Recalcati, Il maestro riluttante
Soundtrack consigliato: Moby, Extreme ways

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