6 Febbraio 2023 - Ore
Salute

Old Cannabis Story

Una vecchia storia, quella della cannabis, ci porta alle sue origini, alle sue “radici”.

Dalla cronaca di questi giorni, appare sempre più di frequente di imbattersi in notizie che riguardano il suo uso, abuso e coltivazioni poco lecite.
Anche una recentissima legge della nostra Regione, autorizza l’ impiego terapeutico della canapa medicale e, questa preziosa pianta nota sin dall’antichità, torna ad essere così punto di riferimento per il trattamento di numerose patologie.
Non tutti sanno che l’Italia negli anni ’50 era seconda solo all’ Unione Sovietica nella canapicultura e che, i canapai italiani, producevano una varietà di cannabis, la Carmagnola, che era pregiatissima e dalla quale si otteneva una fibra tessile di ottima qualità, tanto che la marineria inglese fino al 1300, era il miglior acquirente e le vele e le corde delle sue navi, erano tessute con la nostra canapa.
La coltivazione della cannabis offriva infiniti vantaggi, dalla facilità di adattamento al clima , alla ottima attività di rinettamento nei confronti di erbe infestanti , dalla completa utilizzazione di tutte le parti della pianta stessa, al terreno in ottime condizioni dopo la raccolta , dovute al fittone della radice della cannabis che rendeva il terreno drenato anche dopo forti piogge.
La canapa dunque era usata per vestirsi , per produrre qualunque tipo di cordame, tessuto e carta pregiata, mentre dai suoi semi si otteneva un ottimo olio combustibile. Gli usi terapeutici erano ben noti e, in farmacia, si potevano comprare sigaretti per la cura dell’asma e il suo estratto fluido.
Il suo declino e la sua messa al bando furono una vera e propria azione di
demonizzazione per una causa molto banale: il suo costo bassissimo e utilizzo quasi totale di tutte le parti della pianta, nonché la sua facilità di produzione e coltivazione.
Il “Dio denaro” e “Big farma”, l’ industrializzazione, la coltivazione della pianta del cotone ed il “ boom economico “, fecero terra bruciata intorno alla cannabis, tanto che anche l’Italia, nel 1961 sottoscriveva un trattato internazionale “ Convenzione unica sulle Sostanze Stupefacenti “ in base alla quale, nel giro di 25 anni dalla entrata in vigore della convenzione, la canapa sarebbe sparita dal mondo .
Negli anni ’70 i giovani americani “ hippies “ cominciarono una battaglia a favore della cannabis che anche oggi trova sostenitori, ma la coltivazione resta ancora un vero tabù.

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