21 Aprile 2024 - Ore
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Disabilità e lavoro. Si allarga la famiglia delle ‘Testecalde’

Accanto ai dieci ragazzi già inseriti e formati negli stabilimenti produttivi della Peroni e della Divella, seguiti con passione e competenza nei Centri Diurni socio-educativi e riabilitativi "Nella Maione Divella",si affiancano altri due giovani

Si allarga la famiglia delle “Testecalde”, il progetto pilota per la Puglia messo in campo dalla cooperativa sociale Dis-Abilità e lavoro e sostenuto da Comunità Sant’Egidio, Birra Peroni e Francesco Divella, per l’inserimento al lavoro di giovani diversamente abili. La spaghetteria-pizzeria – inaugurata il 23 luglio scorso a Rutigliano, in provincia di Bari – aggiunge in poche settimane, non posti a tavola. Fa di più, aggiunge posti di lavoro.
Accanto ai dieci ragazzi già inseriti e formati negli stabilimenti produttivi della Peroni e della Divella, seguiti con passione e competenza nei Centri Diurni socio-educativi e riabilitativi “Nella Maione Divella”, infatti, si affiancano altri due giovani che scommettono sulla propria autonomia provando a superare, insieme agli altri compagni di viaggio e con l’aiuto dei professionisti che li guidano, non tanto le naturali difficoltà legate alla propria condizione fisica e mentale, quanto le paure, i pregiudizi e la diffidenza di una società non sempre generosa e inclusiva.
Questo tipo di ristorante dalla forte valenza sociale – la prima iniziativa in Puglia – trova il suo gemello nella iniziativa analoga della Trattoria degli Amici di Roma, un esperimento riuscitissimo, messo su già da tempo sempre con la Compagnia Sant’Egidio e Birra Peroni, e che ha aiutato concretamente tanti giovani con diversi tipi di handicap, dalle difficoltà motorie alla sindrome di down, dalle malattie mentali ai disagi sociali e psicologici, a procedere più sicuri sulla strada della emancipazione e dell’autostima.
Promesso, mantenuto. “Questi ragazzi hanno il diritto ad una vita piena e soddisfacente”, afferma Francesco Divella che all’apertura di luglio aveva sottolineato come l’obiettivo era allargare la platea dei giovani coinvolti, “hanno innanzitutto diritto alla propria normalità, alla normalità di un progetto di vita. Il lavoro è uno strumento formidabile per realizzare questo progetto. Contribuire a creare queste opportunità dovrebbe essere quasi una missione. Le imprese possono fare molto in questa direzione”.
Insomma “dalla riabilitazione alla occupazione” è la parola chiave di questa iniziativa che va oltre la solidarietà. Francesco Divella, contribuendo personalmente alla realizzazione e alla gestione quotidiana di due centri diurni di riabilitazione pe persone diversamente abili (Rutigliano e Bari), compreso un Circolo ippico e un Centro per le attività e le terapie assistite con gli animali, è accanto da anni a persone, soprattutto giovani e bambini, alle prese con diversi tipi di disabilità, a cominciare dalla sindrome di Down e con altre esigenze riabilitative derivanti, ad esempio, dalle patologie legate ad alcune malattie rare, al risveglio da un coma profondo oppure a cure chemioterapiche.
E loro, le “Testecalde”? Luca Schiavone, direttore della cooperativa sociale Ruah e presidente della neo cooperativa che gestisce il ed insieme agli altri partner ha costruito il progetto, dice che è già nata addirittura una stella nel ristorante di Rutigliano. Anzi due. “Se la contendono l’aiuto chef, Daniele Rutigliano e uno dei camerieri, Giuseppe Nacci. Un ragazzo con una storia molto difficile alle spalle e il sogno di fare il cameriere, che viene da un altro centro di assistenza, nel segno che nessuno è straniero, nessuno è escluso, perché ciò che conta è offrire una opportunità concreta prima di formazione delle competenze, poi di lavoro, a quanti più ragazzi possibile. E noi ci auguriamo che questa diventi una prassi, non una eccezione e che la nostra esperienza si moltiplichi in tutta la regione”.
Adesso che sanno tutto di manipolazione, somministrazione di bevande e alimenti e hanno imparato a gestire situazioni critiche e a trovare tempestivamente le soluzioni più idonee, i nostri magnifici dodici hanno intenzione di rendere sempre più onore alla cucina tradizionale pugliese, ma anche spazio alla innovazione. A giudicare dal boom di prenotazioni online la missione è riuscita. E loro, le Testecalde con la testa dura, sono il simbolo di un riscatto possibile.

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