18 Luglio 2024 - Ore
Ambiente

Biodiversità, agricoltura e parchi verso Expo 2015

Se ne discute a bordo del Treno Verde nell'ultimo giorno della tappa barese

Dallo stato di salute dei parchi alla necessità di aumentare la superficie del biologico nelle aree protette per far crescere i numeri che fanno della Puglia un territorio straordinario per la sua posizione biogeografia, ponte naturale tra l’Europa centrale e l’Oriente Mediterraneo. Dotare i Parchi di risorse finanziare e competenze umane necessarie a svolgere le politiche di tutela e sviluppo sostenibile, porre un freno alle servitù militari impedendo le esercitazioni a fuoco, aumentare la percentuale di biologico nelle aree protette e raggiungere zero consumo di suolo sull’intera superficie delle stesse. Sono questi alcuni dei punti salienti del forum “Biodiversità, agricoltura e parchi verso Expo 2015”, ultimo appuntamento della tappa barese del Treno Verde, storica campagna nazionale di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato dedicato all’agricoltura e all’alimentazione in vista di Expo Milano, l’esposizione universale su alimentazione e nutrizione in programma dal primo maggio nel capoluogo lombardo.A parteciparvi Antonio Nicoletti, Responsabile Aree Protette Legambiente Nazionale, Angela Barbanente, Vice Presidente Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, Assessore all’Agricoltura Regione Puglia, Giuseppe Silletti, Comandante regionale Corpo Forestale dello Stato e Cesare Veronico, Presidente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia e Davide Sabbadin, Portavoce Treno Verde. Il 13,8% del territorio regionale è interessato da aree naturali protette, in particolare 2 parchi nazionali, 3aree marine protette, 16 riserve statali, 18 aree protette regionali e 77 Siti di Interesse Comunitario. Numeri che fanno della Puglia un territorio straordinario con una varianza pressoché unica e con una posizione biogeografia che la rende ponte naturale tra l’Europa centrale e l’Oriente Mediterraneo. Sul totale delle quasi 6mila specie vegetali note in Italia, ben 2.500 (oltre il 41%) sono presenti in Puglia, che tra l’altro ospita dieci diverse specie di querce. Mentre sono 47 gli habitat naturali presenti, su un totale dei 142 censiti in Europa. “Le aree protette sono un bene comune, un’opportunità di sviluppo economico e un patrimonio indispensabile di biodiversità – commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Nonostante la Regione Puglia abbia nell’ultimo decennio istituito non pochi parchi regionali il nostro invidiabile patrimonio archeologico, paesaggistico, enogastronomico e naturale continua a rimanere una potenzialità inespressa. Le ultime richieste da parte delle amministrazioni locali di istituire nuove aree marine protette nel Salento, a Maruggio e a Manduria, a Torre Calderina-Grotte di Ripalta, dimostrano come sia cambiato l’atteggiamento rispetto alle stesse, non più viste come vincolo ma come un marchio di qualità vincente capace di generare flussi economici e riqualificare e rilanciare un’offerta turistica legata al territorio e all’ambiente”.
“Nonostante questo sforzo – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente Nazionale -ancora tanto rimane da fare in Puglia e in Italia, a partire dall’aumento della percentuale di biologico laddove i Parchi rappresentino l’ambito di elezione per questo tipo di agricoltura “. Purtroppo dal 1990 al 2010 la Penisola ha perso una superficie agricola paragonabile all’estensione della Lombardia. Un dato in controtendenza, invece, è quello di alcune regioni italiane dove vi è stato un ritorno alla terra, come in Sardegna e in Sicilia, in cui il recupero è stato del 10%, in Abruzzo del 5% e in Puglia del 3%.

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