2 Febbraio 2023 - Ore
Città e avvenire

Il provincialismo del sistema criminale cittadino

Una riflessione sulla notizia di Savino Parisi affiliato alla 'ndrangheta

Scopriamo, noi baresi, che il super capo carismatico della mala barese, dopo essere stato affiliato alla Sacra Corona Unita, amico dei siciliani e dei camorristi campani, adesso si sarebbe buttato sui calabresi. Il dato, in sé, oltre a rivelare la pericolosità di quest’uomo, induce ad una riflessione sul provincialismo del sistema criminale cittadino, incapace di farsi strada se non accompagnato da qualcuno, dai più grossi, a penetrare in nuovi mercati. E non mi stupisce che questo avvenga, dal momento che la ‘ndrangheta investe nella formazione dei suoi quadri nelle università più prestigiose d’Italia, mentre la nostra camorra sottoacculturata si specializza, ancora, nel racket, nella prostituzione, nello smercio di droghe e nel ricatto usuraio. Tuttavia, che esista un sistema internazionale dentro il quale il Parisi ha diritto di cittadinanza mi mette paura, perché lui tiene sotto scacco intere porzioni di città e di regione, attestandosi ancora come persona intelligente ricca di risorse strategiche. Sarebbe il caso, allora, di cominciare a discutere di mafie a Bari con cognizione di causa, con zelo e pervicacia, raccontando gli effetti perversi prodotti dal sistema Parisi dagli anni novanta ad oggi. La crescita della paura, ma anche la tolleranza per episodi di microcriminalità segnalano come un certo clima mafioso sia penetrato nelle teste di una porzione dei baresi, accompagnato da una caduta libera degli orientamenti di valore sani. Questo spiega l’impennata dei consumi di cocaina tra gli adolescenti, per esempio, che ricorrono alle sostanze ignorando completamente la dannosità e la pericolosità del mercato che irrobustiscono con questi acquisti. Dunque, che ci si metta in moto seriamente contro la cultura del crimine, e per la prima volta, anche con ironia e comicità, sbeffeggiando questo universo valoriale criminale che concentra denaro e potere nelle mani di luridi assassini. Per farlo non ci vuole molto, solo costanza e inchiesta, presidiare i quartieri e dire chiaro e tondo che la città pulita esiste e non ha voglia di mescolarsi più con la città camorristica, in quella linea grigia dove un pezzo della media e piccola borghesia fa affari (immobiliari, finanziari, tossici) con il Parisi. Un’accortezza, però, che non vengano riproposte le retoriche politiche stantie che non hanno mai messo alla berlina la cafonaggine assoluta di questi ingegneri del male.

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